SANATORIA EDILIZIA E TOLLERANZE COSTRUTTIVE

Per molto tempo, quando si affrontava una sanatoria edilizia, il lavoro tecnico si concentrava quasi esclusivamente sulla verifica dei titoli edilizi pregressi. Oggi, però, questo approccio non è più sufficiente. Un ruolo sempre più centrale è assunto dalle tolleranze costruttive, spesso sottovalutate o interpretate in modo errato.

Le tolleranze costruttive non servono a “sanare” gli abusi, ma a riconoscere quelle difformità minime che possono essersi generate nel corso dell’esecuzione dei lavori. Parliamo di scostamenti dimensionali, lievi variazioni distributive o differenze tra progetto autorizzato e stato di fatto che rientrano nei limiti previsti dalla normativa vigente.

Il punto critico è che le tolleranze non si applicano in modo automatico. Devono essere verificate, misurate e motivate da un tecnico, all’interno di una ricostruzione corretta dello stato assentito dell’immobile. Senza questa analisi preliminare, il rischio è quello di considerare tollerabile ciò che, in realtà, non lo è.

Nella pratica professionale capita spesso che immobili apparentemente “regolari” presentino difformità che superano le soglie di tolleranza. In questi casi, invocare genericamente le tolleranze costruttive può portare a errori tecnici e a problemi in fase di vendita, richiesta di mutuo o accesso a una sanatoria.

Le tolleranze costruttive sono quindi uno strumento utile, ma delicato. Possono semplificare una verifica edilizia solo se inserite in un percorso tecnico strutturato, che tenga conto della normativa, dei titoli edilizi e dello stato reale dell’immobile.

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