“A CASA MIA È TUTTO A POSTO”: I PROBLEMI CHE EMERGONO DALLE VERIFICHE EDILIZIE

Durante le verifiche edilizie e la ricostruzione dello stato legittimo, emergono quasi sempre le stesse criticità. Finestre presenti ma mai autorizzate, finestre previste e mai realizzate, ballatoi diversi da quelli assentiti, lievi ampliamenti o riduzioni di volume, pareti interne spostate, non realizzate o realizzate senza titolo. Situazioni molto comuni, soprattutto negli immobili non recenti.

Spesso il proprietario reagisce allo stesso modo: “Ma casa mia è tutto a posto, è sempre stata così”. Il problema è che ciò che conta oggi non è l’abitudine o l’estetica dell’immobile, ma la corrispondenza tra lo stato esistente e lo stato autorizzato. Su questo la normativa è chiara: le verifiche vanno fatte e, se emergono difformità, le pratiche edilizie sono obbligatorie.

Non sempre, però, è possibile sistemare tutto con una semplice sanatoria. In alcuni casi la norma non consente la regolarizzazione e l’unica strada rimasta è l’intervento edilizio di ripristino, fino ad arrivare, nei casi più complessi, a vere e proprie demolizioni. È facile capire come questo comporti costi, tempi e disagi sempre maggiori, spesso scoperti troppo tardi.

Ecco perché le verifiche preliminari e la due diligence immobiliare sono fondamentali: servono a capire subito cosa è regolare, cosa può essere sanato e cosa, invece, non è risolvibile senza interventi strutturali. Meglio affrontare questi aspetti prima, piuttosto che scoprirli quando una vendita, un mutuo o una pratica edilizia sono già avviati.

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