Negli ultimi anni le perizie immobiliari per mutuo sono diventate una pratica sempre più frequente, soprattutto nell’ambito delle perizie bancarie per mutui. Di quello che però si parla poco è il compenso riconosciuto ai professionisti che svolgono queste attività: oggi una perizia per mutuo può essere pagata anche 60 o 70 euro lordi.
Una perizia immobiliare non è una semplice formalità. Il tecnico deve fissare l’appuntamento, analizzare la documentazione, recarsi sul posto, effettuare il sopralluogo, verificare la conformità edilizia e catastale, determinare il valore di mercato e redigere un rapporto di stima, assumendosi precise responsabilità professionali. Tutto questo richiede tempo, competenza ed esperienza.
Facciamo però un ragionamento concreto. Su 60 euro, almeno 15–20 euro vengono assorbiti dalle spese vive per raggiungere l’immobile. Restano circa 40 euro per diverse ore di lavoro. Considerando un impegno medio di quattro ore complessive, il compenso reale scende a 10 euro lordi all’ora, che diventano poco più di 5 euro netti.
La domanda allora è inevitabile: è normale che un professionista qualificato, incaricato di una perizia immobiliare per una banca, lavori a compensi paragonabili a quelli di un lavoro non specializzato? Ci indigniamo giustamente per il lavoro sottopagato in altri settori, ma accettiamo senza reagire che chi svolge perizie per mutui operi a queste condizioni.
Forse il problema non è solo il compenso, ma il valore che oggi viene attribuito alle perizie immobiliari. E a questo punto la riflessione finale è inevitabile: come si può pretendere che un tecnico effettui controlli accurati e diligenti, garantendo non solo l’istituto erogante ma anche il cliente, sulla correttezza e coerenza di tutte le verifiche richieste?
La risposta, spesso, è scomoda: il rischio è che la procedura diventi superficiale, più formale che sostanziale. E poi non ci si dovrebbe stupire se emergono criticità dopo, magari quando il mutuo è già stato erogato e dovrà essere pagato per i successivi trent’anni.
